Scrive Massimo Cecchini nella sua recensione per Il Messaggero: “Se è vero che la bellezza salverà il mondo, non è escluso che possa anche servire per trovare una identità in cui riconoscersi.” Osservazione molto acuta: noi non sappiamo se Caravaggio perseguì il complicato intento di salvare il mondo con la bellezza delle sue intuizioni artistiche ma sappiamo che le difese strenuamente, mai cedendo ai diktat dell’ortodossia né agli “utili” compromessi. Ed è anche per questo che le sue creazioni sono dotate di una formidabile potenza di suggestione. E’ per questo che compenetrarsi con esse -come succede a Morgan Van Dijk, il protagonista del romanzo- può avviare un’impegnativa ricerca di verità sul proprio sentire più profondo.
Leggi l’articolo e guarda lo spot18 luglio, le parole chiave di un romanzo
Mi sono chiesto: e se dovessi raccontare “Il doppio arcano” utilizzando poche parole chiave, a quali risorse del dizionario ricorrerei? Alla domanda ha fatto seguito la prevedibile parentesi di dubbio. Un breve glossario che renda conto di una lunga narrazione può essere azzardato e velleitario. Ma, in fin dei conti, azzardati e velleitari sono stati i lunghi anni di lavoro per i giornali e le tv, che hanno sempre imposto sintesi molto approssimative nel racconto dei fatti. Non sarà, dunque, un ennesimo cedimento a questa logica a generare un conflitto di coscienza.
Leggi l’articolo e guarda l’intervista di Rai CulturaIn libreria e online il mio nuovo romanzo: “Il doppio arcano” (Passigli Editori)
Nel novembre del 2009 la mia antica passione per Michelangelo Merisi da Caravaggio fu sollecitata da una notizia di cronaca: qualcuno annunciava il ritrovamento dei resti mortali del pittore. Una notizia nient’affatto trascurabile: nei quattro secoli trascorsi dalla morte (universalmente riferita alla data del 18 luglio 1610) le ultime ore di vita del grande lombardo erano apparse avvolte nel più fitto mistero. E mai, nel resoconto “ufficiale” sui fatti, venne ipotizzata l’esistenza di una sepoltura vera e propria. Benché già molto famoso all’epoca, Caravaggio non fu mai pianto da nessuno in quel di Porto Ercole, il piccolo borgo di pescatori affacciato sul Tirreno, dove sarebbe giunto esausto e malato. Il clamoroso annuncio del ritrovamento nel 2009 fu l’inizio di una lunga avventura che approda oggi alla pubblicazione de “Il doppio arcano” (Passigli Editori), il mio nuovo romanzo.
Leggi l’articolo e guarda lo spotErmanno Olmi: io credo nelle attese
Da quanto tempo non pensiamo al fiume come luogo per riconciliarci con la vita e con i suoi misteri? Da tanto, credo. Per me è sicuramente così. Vivo nella città del glorioso Tevere che solo fino a sessant’anni fa accoglieva centinaia di bagnanti e barcaroli. Ahimè, troppo lontano è oggi quel fiume dalla sua condizione primigenia, troppo lontano talvolta anche dalle normali regole della decenza.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaL’anima gentile di Ermanno
di Elisabetta Mirarchi*
Lo ricordo bene il mio incontro in pieno agosto con Ermanno Olmi. Quel giorno a Milano la colonnina segnava quaranta gradi, neanche un alito di vento, aria irrespirabile. Con me l’operatore Manuel Trombini ben felice di esserci. Ci ripagava la prospettiva di avere un appuntamento con il regista che, oltre ai grandi capolavori cinematografici, aveva realizzato un documentario denso di poesia, interamente dedicato al Po. Partendo dalle sorgenti fino alla foce, con “Lungo il fiume”( 1992) Ermanno Olmi attraversa 652 chilometri di monumentale bellezza…. Un viaggio ecologico che è anche una straordinaria occasione per riflettere sui temi a lui tanto cari: l’uomo, la natura, il progresso, la spiritualità.
Leggi l’articoloIl mio nome è Claudio (Abbado) – Parte seconda
Quella mattina di giugno, ad Alghero, Claudio Abbado parlò diffusamente di se stesso e in particolare degli anni giovanili in cui comprese che non al pianoforte o alla composizione avrebbe dedicato tutti i sacrifici necessari, bensì alla direzione d’orchestra. Raccontò a lungo e con amabilità, come forse non aveva mai fatto prima davanti ad una telecamera.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaIl mio nome è Claudio (Abbado) – Parte prima
Ho avuto più occasioni di incontro con Claudio Abbado. A Bologna due volte, poi ad Alghero, infine a Francoforte. Ero sulle “tracce” del maestro da tempo, impegnato in una non facile impresa: vincere la proverbiale ritrosia che aveva sempre caratterizzato i suoi rapporti con giornali e televisioni. L’“inseguimento” fu, in fondo, meno problematico del previsto e in una splendida giornata di giugno la sua residenza estiva accolse me e la troupe per una lunga mattinata di lavoro. L’intervista doveva alimentare un corposo documentario (dal titolo “Claudio Abbado, un mito italiano” che potete vedere sul mio sito web cliccando qui …) e, dunque, la fretta fu bandita del tutto. Prevalse un clima rilassato e, starei per dire, dolce.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaLa “pura gioia” di Martha Argerich
Lo scrittore francese Emmanuel Carrère è uomo di forti opinioni. Nelle sue pagine prevale l’irrequietezza e il dubbio ma talvolta può capitare di imbattersi in consolanti enunciazioni. Prendete il libro “Yoga”, pubblicato in Italia da Adelphi nel 2021. A pagina 269 l’autore si avventura su un terreno molto impervio: la rappresentazione della “pura gioia” che può sfociare, addirittura, in una… visione del paradiso. Durerebbe 5 secondi, è addirittura visibile su Youtube, e coincide col sorriso di una giovanissima Martha Argerich mentre suona la celebre polacca “Eroica” di Chopin.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaQuella erre “moscia” di Nino Manfredi
Un minuto e venti secondi. Se ti spingi a un minuto e trenta lo fai a tuo rischio. A meno che il servizio non sia nei titoli è probabile che venga “sfilato”, ovvero rinviato ad altra edizione. La severità con cui la durata dei servizi viene considerata nei telegiornali di massimo ascolto è totale. Per questa ragione spesso una parte consistente delle interviste non va in onda e rimane nascosta, inedita, accantonata. Anche se a parlare, nei filmati, sono i grandi personaggi. Nino Manfredi, ad esempio, che mi accolse nella sua casa all’Aventino di Roma con al fianco la moglie Erminia Ferrari.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaIl coraggio di Susanna Tamaro
Chi era Susanna Tamaro all’indomani del clamoroso successo di “Va dove ti porta il cuore”? Una intellettuale spocchiosa e magari anche un po’ scostante? Una donna superba e piena di sé? Niente di tutto questo. La scrittrice che di lì a poco avrebbe scalato le vette più alte della diffusione nel mondo di un testo del Novecento scritto in italiano era una giovane donna dal fare disteso e tranquillo, vestita di colori festosi, nient’affatto preoccupata di sentirsi snocciolare gli aspri rilievi che la critica aveva rivolto al suo libro.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaSusanna Tamaro, un debutto in salita
di Alessandro Mezzena Lona*
In giro per il mondo, “Va’ dove ti porta il cuore” ha venduto oltre 16 milioni di copie. E detto così, oggi, potrebbe sembrare l’inizio del racconto di una carriera trionfale. In realtà, per Susanna Tamaro affacciarsi al mondo dell’editoria, e farsi poi riconoscere come una scrittrice vera, non è stato affatto semplice.
Leggi l’articoloUna star in felpa grigia, Liza Minnelli
Siamo d’accordo: gli 80 anni non rappresentano un traguardo così irraggiungibile. Ma ci sono categorie di persone che hanno vissuto tre vite in una e per le quali essere entrati nella nona decade è davvero un fatto straordinario. Prendete, ad esempio, Liza Minnelli che il 12 marzo scorso ha spento 80 candeline. Raccontando la sua avventura nell’autobiografia pubblicata per l’occasione ha ammesso di aver vissuto “altezze vertiginose e abissi spaventosi”, ha rievocato se stessa giovanissima costretta a prendersi cura di sua madre, la mitica Judy Garland e, da ultimo, non ha taciuto l’umiliazione di dover partecipare in sedia a rotelle alla cerimonia degli Oscar nel 2022.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaRoberto Bolle, étoile per vocazione
“Incursione” nel mondo della danza classica. Ma non parleremo del Lago dei Cigni o dello Schiaccianoci. Bensì dell’enorme fatica che accompagna il destino di una star del balletto. Non chiedete, per esempio, a Roberto Bolle quali sono le sue coreografie predilette. Vi darebbe una risposta argomentata ma, forse, distaccata.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaIl futuro della danza in Italia
di Amalia Salzano*
In Italia sono tantissimi gli allievi/e che si dedicano allo studio della danza. Ma quale è la situazione della formazione? Quali sono le possibilità per diventare danzatori e le reali prospettive di lavoro? La situazione della formazione è da anni al centro di un dibattito forte con le istituzioni. AIDAF, all’interno dell’AGIS, se ne occupa sin dalla sua fondazione.
Leggi l’articoloDacia Maraini: scrivo per capire il mondo
Si diventa scrittori nelle maniere più disparate ma c’è un sentiero privilegiato che può condurre nei territori della letteratura. Prendete il caso di Dacia Maraini, una delle protagoniste del nostro tempo. E’ nata in una famiglia di artisti e scrittori e già da bambina percorreva gli spazi della casa paterna con un libro in mano, prima ancora di aver imparato a leggere. A 13 anni, poi, scriverà per un giornale scolastico, qualche tempo prima di fondare una rivista.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaGubbio, il segreto dei ceri
La fotografia e le tradizioni popolari. Un binomio che sembra iscritto nel dna delle mie passioni. Fin dagli anni Settanta. E’ vero che il Sud ti “immerge” nel rito ma non è detto che il tuo animo si lasci permeare. Specie se la visione laica della vita protesta le sue ragioni. In me, e in tanti come me che in quegli anni scelsero la fotografia per testimoniare il passato e il presente di quel tempo, rito e laicità andarono a braccetto. Così è stato fino al 15 maggio del 2024 e non c’è motivo di pensare che le cose cambieranno. Decisi allora di colmare una lacuna nelle mie conoscenze in materia di tradizioni popolari.
Leggi l’articolo e guarda la galleria fotograficaLa “Festa dei matti”
di Mario Farneti*
La Festa dei Ceri, vista da un eugubino, non è uno spettacolo e non è folclore. È un atto necessario, che si ripete da quasi novecento anni: un rito che precede la storia scritta e la sorpassa.
Come le Tavole Eugubine, custodisce una legge più antica delle parole. Non è una festa per tutti: è degli eugubini. Non per orgoglio, ma per struttura rituale. Le Tavole lo dicono senza ambiguità: nei riti fondativi chi non è della città deve essere escluso, allontanato. Qui non si viene a guardare. Qui si appartiene.
Leggi l’articoloDon Gallo, l’ultimo colloquio
Ho esitato molto prima di rendere pubblica l’intervista che propongo quest’oggi. In primo luogo per le circostanze che l’hanno preceduta. E’ il 23 aprile del 2013, sono a Genova per l’anteprima di un film-documentario dal titolo ambizioso: “Una canzone per il Paradiso”. A Gino Paoli e a Don Gallo il regista Nicola Di Francescantonio ha assegnato il compito di raccontare la famosa scuola dei cantautori genovesi.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaConversando con Claudio Magris…
Ho avuto più occasioni di contatto con Claudio Magris: la prima volta nel 2014. L’autore di “Danubio”, lo scrittore italiano più volte indicato fra i candidati al Nobel per la letteratura, presentava a Roma un volumetto dal titolo “Segreti e no”, una brillante riflessione sull’uso che il potere fa dei segreti e sulla legittima necessità della riservatezza per la protezione della libertà individuale.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaL’avventura di Monica (Vitti)
Il 27 marzo del 1995, nello Shrine Auditorium di Los Angeles, l’attore americano Jack Nicholson consegnò a Michelangelo Antonioni l’ Oscar alla carriera. Come d’abitudine l’Academy americana aveva reso noti i nomi dei premiati già in febbraio e presto giunse il momento di commentare per il Tg1 l’autorevole riconoscimento all’autore che aveva legato il proprio nome a temi difficili come l’incomunicabilità, l’alienazione, il disagio esistenziale.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaIl nipote delle colonie
Quindici aprile 2025, meno di 9 mesi fa. Sull’elenco della posta arrivata nella mia mail di Google compare un messaggio della casa editrice Botteghe Invisibili di Latina. A scrivermi è la direttrice editoriale, Gioconda Bartolotta. Mi chiede la disponibilità a presentare un libro dal titolo molto curioso, “Accento tripolino”.
Leggi l’articolo e sfoglia il catalogoAccento tripolino
di Alessandro Caramis*
Sono nato a Roma nel 1977, da genitori entrambi originari di Tripoli: mia madre, figlia di una famiglia siciliana arrivata in Libia agli inizi della colonizzazione italiana nel 1911; mio padre discendente invece da una famiglia greca, giunta dall’isola di Hydra quando la città era ancora una provincia ottomana.
Leggi l’articoloTiziano Terzani ci disse
Fra le mie interviste che più sono state rilanciate su Internet c’è quella ad Angela Staude Terzani, moglie del grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani. Si tratta di una lunga intervista nella quale Angela Terzani raccontò i passaggi più importanti della vita di Tiziano e della sua particolarissima visione del mondo.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaCinque domande al Dalai Lama
C’è un luogo che merita di essere visitato: l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, in provincia di Pisa. Da questo angolo di Toscana il buddismo tibetano declina i suoi messaggi di gentilezza e compassione nella lingua dell’Occidente ed è difficile che l’esperienza non lasci una qualche traccia nella vita di chi capita da quelle parti.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaUn leader per la pace e la felicità degli uomini
di Vittorio Pagliaro*
Un’intervista, di qualche tempo fa, che non è ancora documento storico perché viva espressione di cruda attualità. Con le sue domande Angelo Angelastro ha anticipato una verità odierna. Il Dalai Lama è tra gli ultimi maestri di macro-pensiero complessivo e visionario, in un’epoca di micro- leaderismo a corto raggio. Dove, ciascun capo, al di là delle dichiarazioni formali, tende al successo breve, incurante della prospettiva durevole.
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