L’anima gentile di Ermanno

di Elisabetta Mirarchi*

Lo ricordo bene il mio incontro in pieno agosto con Ermanno Olmi. Quel giorno a Milano la colonnina segnava quaranta gradi, neanche un alito di vento, aria irrespirabile. Con me l’operatore Manuel Trombini ben felice di esserci. Ci ripagava la prospettiva di avere un appuntamento con il regista che, oltre ai grandi capolavori cinematografici, aveva realizzato un documentario denso di poesia, interamente dedicato al Po. Partendo dalle sorgenti fino alla foce, con “Lungo il fiume”( 1992) Ermanno Olmi attraversa 652 chilometri di monumentale bellezza…. Un viaggio ecologico che è anche una straordinaria occasione per riflettere sui temi a lui tanto cari: l’uomo, la natura, il progresso, la spiritualità.

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Il futuro della danza in Italia

di Amalia Salzano*

In Italia sono tantissimi gli allievi/e che si dedicano allo studio della danza. Ma quale è la situazione della formazione? Quali sono le possibilità per diventare danzatori e le reali prospettive di lavoro? La situazione della formazione è da anni al centro di un dibattito forte con le istituzioni. AIDAF, all’interno dell’AGIS, se ne occupa sin dalla sua fondazione.

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Gubbio, il segreto dei ceri

La fotografia e le tradizioni popolari. Un binomio che sembra iscritto nel dna delle mie passioni. Fin dagli anni Settanta. E’ vero che il Sud ti “immerge” nel rito ma non è detto che il tuo animo si lasci permeare. Specie se la visione laica della vita protesta le sue ragioni. In me, e in tanti come me che in quegli anni scelsero la fotografia per testimoniare il passato e il presente di quel tempo, rito e laicità andarono a braccetto. Così è stato fino al 15 maggio del 2024 e non c’è motivo di pensare che le cose cambieranno. Decisi allora di colmare una lacuna nelle mie conoscenze in materia di tradizioni popolari.

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Accento tripolino

di Alessandro Caramis*

Sono nato a Roma nel 1977, da genitori entrambi originari di Tripoli: mia madre, figlia di una famiglia siciliana arrivata in Libia agli inizi della colonizzazione italiana nel 1911; mio padre discendente invece da una famiglia greca, giunta dall’isola di Hydra quando la città era ancora una provincia ottomana.

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