La fotografia e le tradizioni popolari. Un binomio che sembra iscritto nel dna delle mie passioni. Fin dagli anni Settanta. E’ vero che il Sud ti “immerge” nel rito ma non è detto che il tuo animo si lasci permeare. Specie se la visione laica della vita protesta le sue ragioni. In me, e in tanti come me che in quegli anni scelsero la fotografia per testimoniare il passato e il presente di quel tempo, rito e laicità andarono a braccetto. Così è stato fino al 15 maggio del 2024 e non c’è motivo di pensare che le cose cambieranno. Decisi allora di colmare una lacuna nelle mie conoscenze in materia di tradizioni popolari.
Leggi l’articolo e guarda la galleria fotograficaLa “Festa dei matti”
di Mario Farneti*
La Festa dei Ceri, vista da un eugubino, non è uno spettacolo e non è folclore. È un atto necessario, che si ripete da quasi novecento anni: un rito che precede la storia scritta e la sorpassa.
Come le Tavole Eugubine, custodisce una legge più antica delle parole. Non è una festa per tutti: è degli eugubini. Non per orgoglio, ma per struttura rituale. Le Tavole lo dicono senza ambiguità: nei riti fondativi chi non è della città deve essere escluso, allontanato. Qui non si viene a guardare. Qui si appartiene.
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