di Mario Farneti*
La Festa dei Ceri, vista da un eugubino, non è uno spettacolo e non è folclore. È un atto necessario, che si ripete da quasi novecento anni: un rito che precede la storia scritta e la sorpassa.
Come le Tavole Eugubine, custodisce una legge più antica delle parole. Non è una festa per tutti: è degli eugubini. Non per orgoglio, ma per struttura rituale. Le Tavole lo dicono senza ambiguità: nei riti fondativi chi non è della città deve essere escluso, allontanato. Qui non si viene a guardare. Qui si appartiene.
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