Cronache d’estate dai territori de “Il doppio arcano”

Scrive Massimo Cecchini nella sua recensione per Il Messaggero: “Se è vero che la bellezza salverà il mondo, non è escluso che possa anche servire per trovare una identità in cui riconoscersi.” Osservazione molto acuta: noi non sappiamo se Caravaggio perseguì il complicato intento di salvare il mondo con la bellezza delle sue intuizioni artistiche ma sappiamo che le difese strenuamente, mai cedendo ai diktat dell’ortodossia né agli “utili” compromessi. Ed è anche per questo che le sue creazioni sono dotate di una formidabile potenza di suggestione. E’ per questo che compenetrarsi con esse -come succede a Morgan Van Dijk, il protagonista del romanzo- può avviare un’impegnativa ricerca di verità sul proprio sentire più profondo.

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Il coraggio di Susanna Tamaro

Chi era Susanna Tamaro all’indomani del clamoroso successo di “Va dove ti porta il cuore”? Una intellettuale spocchiosa e magari anche un po’ scostante? Una donna superba e piena di sé? Niente di tutto questo. La scrittrice che di lì a poco avrebbe scalato le vette più alte della diffusione nel mondo di un testo del Novecento scritto in italiano era una giovane donna dal fare disteso e tranquillo, vestita di colori festosi, nient’affatto preoccupata di sentirsi snocciolare gli aspri rilievi che la critica aveva rivolto al suo libro.

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