Chi era Susanna Tamaro all’indomani del clamoroso successo di “Va dove ti porta il cuore”? Una intellettuale spocchiosa e magari anche un po’ scostante? Una donna superba e piena di sé? Niente di tutto questo. La scrittrice che di lì a poco avrebbe scalato le vette più alte della diffusione nel mondo di un testo del Novecento scritto in italiano era una giovane donna dal fare disteso e tranquillo, vestita di colori festosi, nient’affatto preoccupata di sentirsi snocciolare gli aspri rilievi che la critica aveva rivolto al suo libro.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaSusanna Tamaro, un debutto in salita
di Alessandro Mezzena Lona*
In giro per il mondo, “Va’ dove ti porta il cuore” ha venduto oltre 16 milioni di copie. E detto così, oggi, potrebbe sembrare l’inizio del racconto di una carriera trionfale. In realtà, per Susanna Tamaro affacciarsi al mondo dell’editoria, e farsi poi riconoscere come una scrittrice vera, non è stato affatto semplice.
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Si diventa scrittori nelle maniere più disparate ma c’è un sentiero privilegiato che può condurre nei territori della letteratura. Prendete il caso di Dacia Maraini, una delle protagoniste del nostro tempo. E’ nata in una famiglia di artisti e scrittori e già da bambina percorreva gli spazi della casa paterna con un libro in mano, prima ancora di aver imparato a leggere. A 13 anni, poi, scriverà per un giornale scolastico, qualche tempo prima di fondare una rivista.
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