Mi sono chiesto: e se dovessi raccontare “Il doppio arcano” utilizzando poche parole chiave, a quali risorse del dizionario ricorrerei? Alla domanda ha fatto seguito la prevedibile parentesi di dubbio. Un breve glossario che renda conto di una lunga narrazione può essere azzardato e velleitario. Ma, in fin dei conti, azzardati e velleitari sono stati i lunghi anni di lavoro per i giornali e le tv, che hanno sempre imposto sintesi molto approssimative nel racconto dei fatti. Non sarà, dunque, un ennesimo cedimento a questa logica a generare un conflitto di coscienza.
Leggi l’articolo e guarda l’intervista di Rai CulturaIn libreria e online il mio nuovo romanzo: “Il doppio arcano” (Passigli Editori)
Nel novembre del 2009 la mia antica passione per Michelangelo Merisi da Caravaggio fu sollecitata da una notizia di cronaca: qualcuno annunciava il ritrovamento dei resti mortali del pittore. Una notizia nient’affatto trascurabile: nei quattro secoli trascorsi dalla morte (universalmente riferita alla data del 18 luglio 1610) le ultime ore di vita del grande lombardo erano apparse avvolte nel più fitto mistero. E mai, nel resoconto “ufficiale” sui fatti, venne ipotizzata l’esistenza di una sepoltura vera e propria. Benché già molto famoso all’epoca, Caravaggio non fu mai pianto da nessuno in quel di Porto Ercole, il piccolo borgo di pescatori affacciato sul Tirreno, dove sarebbe giunto esausto e malato. Il clamoroso annuncio del ritrovamento nel 2009 fu l’inizio di una lunga avventura che approda oggi alla pubblicazione de “Il doppio arcano” (Passigli Editori), il mio nuovo romanzo.
Leggi l’articolo e guarda lo spotErmanno Olmi: io credo nelle attese
Da quanto tempo non pensiamo al fiume come luogo per riconciliarci con la vita e con i suoi misteri? Da tanto, credo. Per me è sicuramente così. Vivo nella città del glorioso Tevere che solo fino a sessant’anni fa accoglieva centinaia di bagnanti e barcaroli. Ahimè, troppo lontano è oggi quel fiume dalla sua condizione primigenia, troppo lontano talvolta anche dalle normali regole della decenza.
Leggi l’articolo e guarda l’intervistaAccento tripolino
di Alessandro Caramis*
Sono nato a Roma nel 1977, da genitori entrambi originari di Tripoli: mia madre, figlia di una famiglia siciliana arrivata in Libia agli inizi della colonizzazione italiana nel 1911; mio padre discendente invece da una famiglia greca, giunta dall’isola di Hydra quando la città era ancora una provincia ottomana.
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