Cronache d’estate dai territori de “Il doppio arcano”

Scrive Massimo Cecchini nella sua recensione per Il Messaggero: “Se è vero che la bellezza salverà il mondo, non è escluso che possa anche servire per trovare una identità in cui riconoscersi.” Osservazione molto acuta: noi non sappiamo se Caravaggio perseguì il complicato intento di salvare il mondo con la bellezza delle sue intuizioni artistiche ma sappiamo che le difese strenuamente, mai cedendo ai diktat dell’ortodossia né agli “utili” compromessi. Ed è anche per questo che le sue creazioni sono dotate di una formidabile potenza di suggestione. E’ per questo che compenetrarsi con esse -come succede a Morgan Van Dijk, il protagonista del romanzo- può avviare un’impegnativa ricerca di verità sul proprio sentire più profondo.

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L’anima gentile di Ermanno

di Elisabetta Mirarchi*

Lo ricordo bene il mio incontro in pieno agosto con Ermanno Olmi. Quel giorno a Milano la colonnina segnava quaranta gradi, neanche un alito di vento, aria irrespirabile. Con me l’operatore Manuel Trombini ben felice di esserci. Ci ripagava la prospettiva di avere un appuntamento con il regista che, oltre ai grandi capolavori cinematografici, aveva realizzato un documentario denso di poesia, interamente dedicato al Po. Partendo dalle sorgenti fino alla foce, con “Lungo il fiume”( 1992) Ermanno Olmi attraversa 652 chilometri di monumentale bellezza…. Un viaggio ecologico che è anche una straordinaria occasione per riflettere sui temi a lui tanto cari: l’uomo, la natura, il progresso, la spiritualità.

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