Chi conosce la mia storia professionale sa che in due libri (Mondi Miei e Le ultime tarantate) l’amore per la fotografia ha trovato “espressione editoriale”. Il primo volume è del 2013 ed ha offerto lo spunto a due mostre (I volti della felicità e La religione del viaggio). Il secondo ha visto la luce nel 2022 e raccoglie foto storiche, “strappate” all’ostilità dei parenti che quasi cinquant’anni fa accompagnavano le donne morse dalla taranta, il mitico ragno del “mal di vivere”, davanti alla cappella di San Paolo a Galatina, nel Salento.
Scelsi il titolo “Le ultime tarantate” ben consapevole che dopo quel 29 giugno del 1978 – giorno in cui realizzai il reportage fotografico – l’antichissimo rito di guarigione “coreutico-musicale” era scomparso con malinconica lentezza. A quelle immagini è ispirata la mostra che è stata inaugurata l’11 settembre a Giove, in provincia di Terni, nel quadro di una rassegna denominata “I Teatri di Paglia” (la direzione artistica è del maestro Maurizio Mastrini). Si aggiungono due immagini inedite alle foto scelte per il libro: davanti al pubblico attonito le tarantate si abbandonano ad un girotondo sfrenato, disinibito e liberatorio. Una “danza” che, per qualche mese almeno, avrebbe annullato i drammatici effetti del misterioso morso del ragno.




